martedì 16 febbraio 2010

Bigazzi cucina gatto. Sospeso da "La Prova del Cuoco"

Bebbe Bigazzi (foto)ha consigliato una ricetta a base di carne di gatto durante la popolare trasmissione La Prova del Cuoco e la Rai, accogliendo le proteste di ambientalisti e non, ha deciso di sospendere la sua partecipazione alla trasmissione di cucina dell'ora di pranzo. Anche la politica, che in questo periodo pre-elettorale non perde occasione per impicciarsi di tutto, ha mostrato la sua "indignazione bipartisan".

"Testa di Cavolo", come è noto, sostiene la dieta vegetariana ed ama tutti gli animali, non soltanto quelli definiti "da affezione" dalla Legge 281/91, che li tutela e condanna giustamente ogni maltrattamento. Bigazzi, con quell'aria da "so-tutto-io", non suscita esattamente la simpatia di molti, ma bisogna puntualizzare qualcosa in merito.


Che differenza c'è tra un vitello e un cane? O tra un agnello e un gatto? Si tratta di specie differenti, certo, ma dal punto di vista etico perché riteniamo ovini, bovini e polli meritevoli di essere uccisi, mentre gatti e cani devono essere tutelati? Per quale motivo biologico inorridiamo innanzi ai coreani che allevano i cuccioli di cane per farli arrosto, mentre ci pare normale trattare allo stesso modo mucche e pecore?

La verità è devastante: non c'è alcuna ragione se non l'arbitrio e la cultura popolare di ogni regione del mondo. La divisione tra animali nobili e animali da macello è puramente arbitraria: in Parlamento è in discussione una proposta di legge che vorrebbe eliminare la carne di cavallo dalle macellerie in virtù della nobiltà di questo animale. Beh, se io fossi una mucca mi fionderei al mio sindacato di categoria per fare una rivoluzione!

E già, perché gli animali soffrono tutti allo stesso modo. E non v'è alcuna certezza, malgrado gli espertoni di turno dicano talvolta il contrario, che nella mente di ogni animale non si provi sofferenza psicologica per le condizioni di vita a cui sono sottoposti negli allevamenti o per i viaggi interminabili verso le località di macellazione oppure ancora nei mattatoi, quando attendono il loro turno.

Bigazzi voleva fare probabilmente il simpatico, cosa che gli è riuscita malissimo, ma involontariamente ha messo in evidenza un'ipocrisia forte su cui la nostra cultura si basa: molti non ucciderebbero gli animali di cui si nutrono, però, una volta morti, comodamente affettati nel bancone frigorifero, sono in pochi a resistere alla tentazione di fare scorta di carne.

Testa di Cavolo, pur sostenendo il vegetarianesimo, non intende convincere nessuno né fare in alcun modo "proselitismo". L'intento di questo post è solo quello di far riflettere sulla condizione degli animali da allevamento a cui, arbitrariamente, viene attribuito un livello inferiore in un'ideale scala etica. Proprio come il vostro gattino, di cui avete imparato a riconoscere le sfumature del carattere e della personalità, anche il vitello che trovate dal macellaio ha provato emozioni, ha avuto ricordi ed ha espresso la sua indole. O meglio, avrebbe voluto farlo, se non fosse stato costretto in pochi metri quadrati, sempre al buio, fino alla sua macellazione. A differenza del gatto, però, del vitello non sembra importare a molti...


3 commenti:

Anonimo ha detto...

in effetti è un problema ma se lo dice la legge Bigazzi ha semplicemente commesso apologia di reato.

Anonimo ha detto...

è buonissimo! io l'ho mangiato! ricorda molto il gusto e la tenerezza del pollo senza tralasciare la selvaticità del cinghiale

Anonimo ha detto...

che schifo! daiii come si fa a mangiare un gatto o un cane daii suuu...!!!

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