giovedì 25 febbraio 2010

Inquinamento aree industriali: cosa c'è che non sappiamo?

Che i tassi di inquinamento nelle aree industriali delle città siano più elevati che altrove è cosa nota. Che i limiti di tolleranza per alcuni agenti inquinanti, in special modo dell'aria, siano più alti che nelle zone urbane altrettanto. Ma sulla salute delle persone quanto influisce questa differenza? Lo abbiamo chiesto a Maria in una nuova intervista di Testa di Cavolo.

Siamo in una graziosa casetta con giardino nel cuore della zona industriale. Nel cielo si vedono due grosse colonne di fumo biancastro (foto) con striature di colore grigio scuro che compaiono di tanto in tanto. L'odore ricorda la resina, ma è inspiegabilmente sgradevole oltre che piuttosto forte. Maria è una donna sulla quarantina, mamma di due bambini.


TdC: "Maria, cosa si prova a vivere all'ombra di queste colonne di fumo?"
M: "E' una brutta sensazione, non ci si abitua mai. Questo odore ce lo portiamo addosso, non va mai via, neanche dopo dieci docce. E quel che è peggio è non sapere da cosa derivi."

TdC: "Cosa producono in queste fabbriche?"
M: "E chi lo sa? Fino a qualche anno fa, qui sorgeva un polo chimico, ma adesso pare che i nuovi proprietari si occupino di energie rinnovabili. Ma di pulito, a quel che vediamo e sentiamo, c'è ben poco, mi pare. Quali forme di energie pulite prevedono questi fumi costanti? Lei ne conosce qualcuna?"

TdC: "Devo confessare la mia ignoranza, oltre che il mio stupore. E quali sono gli effetti sulla salute di quest'aria? Sono venuti gli esperti della ASL a controllare?"
M: "Guardi, di tanto in tanto qualcuno viene e ci racconta un sacco di cose sui livelli di guardia, gli agenti inquinanti, le concentrazioni, la distanza dalle case e via discorrendo. La verità è che noi, in questo modo, non riusciamo a renderci conto di niente e intanto ci ammaliamo: malattie alle vie aeree, tumori, leucemie. I casi sono in aumento, soprattutto tra i giovani, e siamo tutti molto preoccupati."

TdC: "Immagino. E cosa dicono le autorità sanitarie?"
M: "Dicono che le contentrazioni di sostanze pericolose sono nella norma, che la distanza delle abitazioni è nella norma... Deve essere normale pure che pian piano moriamo tutti... Che bellezza!"

TdC: "E' una situazione allarmante. Se le autorità sanitarie tentennano, cosa dice di voi la gente?"
M: "Ci danno la loro solidarietà e fanno bene,  perché questo problema non riguarda solo noi. Vede questo fumo? Qui il vento soffia quasi sempre nella stessa direzione e lo spinge verso uno dei quartieri più eleganti della città. Sarà un caso, ma anche lì sono vertiginosamente aumentati i malati, proprio come qui. Inoltre, nei capannoni qui attorno si trovano diverse industrie alimentari, alcune molto note. Questo maledetto fumo bianco, oltre a respirarlo 24 ore al giorno, ce lo ritroviamo anche nel piatto..."


3 commenti:

Anonimo ha detto...

vivo anch'io in una zona industriale e posso testimoniare che quanto dice la sig.ra Maria è tutto vero. Inoltre ribadisco di non essere un abusivo ma di aver acquistato la casa secondo le regole dekl piano regolatore della mia città.

Anonimo ha detto...

salve,ho trovato finalmente un posto di lavoro...praticamente sono un operaio che deve spruzzare la resina su schede elettroniche...
l'ambiente è sempre malodorante e alla luce del sole si vede sempre come se ci fosse polvere alzata..ma credo che sia resina spruzzata.
volevo sapere quali sono i rischi e le precauzioni da usare tipo(che maschere indossare)
volevo un pò di info che su internet proprio non riesco a trovarle..anche perchè credo che lavorando per 25 euro al giorno con il rischio di non so cosa,non credo che non ne valga la pena..
se può darmi info o consigli,grazie..se non può,allora grazie lo stesso.
saluti
angelo
la mia mail 84angelo84@libero.it

Luigi ha detto...

Salve Angelo,
le rispondo volentieri. Ogni lavoro può e deve essere esercitato sulla base di misure di sicurezza ottimali. Nello specifico non so darle indicazioni sulla mascherina da utilizzare (io la userei, trattandosi di polveri) o sull'abbigliamento più idoneo. Se il datore di lavoro è poco attento a questo aspetto (occhio, è un pessimo segnale!!) ci si può rivolgere alla ASL della zona, che conosce bene rischi e precauzioni da adottare.
In bocca al lupo.

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