domenica 14 febbraio 2010

Termovalorizzatori o inceneritori? Quando le parole contrastano l'inquinamento

                                                                          (foto ilfare.org)
Il termine Termovalorizzatore ha ormai soppiantato quello di Inceneritore, il che suggerisce un cambiamento di tecnologia, come sostengono molti politici ed opinionisti. Peccato però che nei documenti tecnici il primo termine, politicamente corretto, non compare mai: come è possibile spiegare questa anomalia? Esistono i termovalorizzatori o sono un'invenzione?

Per capirlo bene, bisogna chiarire di cosa stiamo parlando. Un inceneritore è, per capirci, una sorta di grosso caminetto dove vengono bruciati rifiuti di varia natura, così da smaltirli evitando di colmare le discariche. Ovviamente si tratta di tecnologie più complesse, ma in sostanza vi si brucia la spazzatura sino a ridurla in cenere (da cui il nome).

Il fumo che esce da un inceneritore, però, non è come quello che esce dal camino: vi sono numerose sostanze tossiche che sono state messe in relazione con malattie molto gravi e, ahinoi, in continuo aumento. Per limitare l'impatto ambientale di questa tecnologia si sono studiati dei filtri sempre più potenti in grado di trattenere le particelle originate dalla combustione, il cosiddetto particolato.


Il particolato, però, è di tante dimensioni: con questo termine si indicano tutte le polveri sottili che, essendo più leggere dell'aria, si librano ad altezza variabile e possono essere inalate. Attualmente non esiste la possibilità di filtrare particelle al di sotto di un certo diametro e ciò, paradossalmente, è ancora più pericoloso.

E' vero infatti che si riduce di molto il particolato presente nell'aria, ma le particelle che riescono a passare sono piccolissime e - se prima potevano legarsi ad altre e, appesantendosi, cadere al suolo - adesso è quasi impossibile che ciò avvenga: più la massa è piccola e maggiori sono le probabilità, in caso di inalazione, che questa raggiunga i bronchi con rischi per la salute molto seri. Nel Regno Unito sono stati pubblicati recenti risultati di una ricerca sulle malattie infantili che dimostrano come, nelle aree dei termovalorizzatori, l'incidenza delle malattie nei più piccoli era di circa 9 volte maggiore.

Già, i termovalorizzatori. Sono molto diversi dagli inceneritori, no? Altrimenti si continuerebbe a chiamarli così, no? No. La differenza tecnologica risiede nell'utilizzo che si fa del calore prodotto della combustione dei rifiuti: un semplice inceneritore brucia la spazzatura ed il calore si disperde nell'ambiente, mentre un termovalorizzatore offre la possibilità di convogliare il calore in apparecchiature in grado di produrre energia_ tutto qui.

Essendo la stessa tecnologia, dunque, termovalorizzatori e inceneritori inquinano allo stesso modo. L'utilizzo del primo termine in luogo del secondo, giustificato da un cambiamento tecnologico certamente significativo ma non per quanto concerne l'impatto ambientale, permette a politici ed imprenditori di ottenere più facilmente un'approvazione sociale che, altrimenti, dovrebbero conquistare con la forza. E non è escluso che, quando la cittadinanza sarà più informata, non inizino a farlo.


1 commenti:

Anonimo ha detto...

come a dire che sono sempre la stessa ca##ata...

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