Il problema del pericolo di valanghe e della sicurezza nelle località di montagna è quantomai attuale: sono 8 già le vittime di incidenti sulla neve in questa stagione invernale, tanto che è allo studio un provvedimento che punisca severamente quanti causano una valanga con il proprio comportamento irrispettoso delle norme di tutela di sciatori e turisti.
Una valanga è, in sintesi, la caduta verso valle di una massa di neve che, a seconda del suo volume, della velocità e dello spazio coperto, può avere le conseguenze più diverse, da banali o catastrofiche. Lo studio delle valanghe è tuttora in corso e prevederle, da un punto di vista scientifico, non è possibile al 100%. Si possono però adottare misure di cautela che scongiurano ogni rischio per gli amanti della montagna.
Cosa causa le valanghe? Le cause possono essere naturali o umane: nel primo caso sono spesso di ordine climatico, mentre nel secondo, al 95%, sono le stesse vittime a provocarle. Per far staccare uno strato di neve e farlo rotolare verso valle c'è bisogno della rottura dell'equilibrio che la neve ha creato e che la tiene insieme. Vediamo qualche esempio.
La neve cade a più riprese e, anche se sembra identica, la sua struttura è fortemente influenzata dalle condizioni atmosferiche (umidità, temperatura, vento...) del momento: il manto nevoso è costituito da più strati, formatisi in tempi e condizioni meteorologiche diverse. Una neve più secca, ad esempio, aderisce meno su una neve più granulare e soffice. Ciò significa che, se qualcosa (o qualcuno) dà una "spintarella", questo strato poco aderente scivola via, portando con sé anche gli strati che si sono formati su di esso nel frattempo.
Esistono diversi tipi di valanghe, ma tutte sono causate da un agente esterno: il peso della nuova neve su uno strato con poca aderenza, l'innalzamento delle temperature o il comportamento sconsiderato di chi non resiste al brivido del fuoripista con sci e snowboard. Ogni passo, ogni movimento sulla neve può innescare potenzialmente un effetto domino dalle conseguenze imprevedibili, specie se i fuoripista sono localizzati sulle creste rocciose a grande altitudine.
Attualmente prevenire le valanghe è possibile con una certa approssimazione e con strumentazioni scientifiche: si scava in profondità nella neve e se ne studiano gli strati, così da individuare, in un'area campione, un'eventuale scarsa aderenza di uno di questi. Tuttavia, i normali visitatori della montagna possono attenersi a poche regole, banalissime, per non correre pericoli.
I fuoripista vanno evitati: so di dare un dolore a molti, ma questa attività è pericolosa per sé e per gli altri, anche se apparentemente è tutto sotto controllo (nelle comitive c'è sempre l'espertone di turno che si spaccia per novello Messner!). Osservate attentamente la vegetazione: se in una zona mancano visibilmente alberi e vegetazione è molto probabile che vi sia già passata una valanga: quindi, evitatela anche se non vi sono divieti.
Aldilà del rischio valanghe, lasciate detto a qualcuno dove andate e quando pensate di tornare, non incamminatevi per le montagne innevate da soli e senza attrezzature e non fate gli eroi: sciate in pista, percorrete i sentieri segnalati e la vostra vacanza non sarà macchiata da spiacevoli incidenti.
martedì 9 febbraio 2010
Valanghe: pericoli e sicurezza in montagna
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