sabato 13 marzo 2010

Galline ovaiole: contribuisci ad eliminare questo scempio

La LAV promuove da anni campagne di sensibilizzazione per la condizione delle galline ovaiole, i polli destinati alla produzione di uova negli allevamenti intensivi. Dietro ad un uovo, infatti, c'è una storia che in pochi riescono ad immaginare e non è affatto delle più piacevoli. 13 e 14 marzo potrai dare il tuo sostegno alla campagna di quest'anno acquistando "uova buone" di cioccolato e del materiale promozionale molto istruttivo.

Una gallina ovaiola vive la sua vita in gabbie ristrettissime ammassate le une accanto (e sopra) alle altre per ottimizzare gli spazi, in condizioni di promiscuità assolutamente innaturale, dove il passaggio di virus e batteri da un individuo all'altro sarebbe facilissimo. Per evitarlo si fa largo uso di antibiotici ed insetticidi (indovinate poi dove finiranno questi prodotti chimici!).

La gabbia di una gallina da uova è grande grosso modo quanto un foglio A4: guardate la vostra stampante per farvi un'idea dello spazio in cui un pollo dovrà trascorrere tutta la sua vita. E non è tutto. Questi animali non vedranno mai la luce del sole, ma soltanto dei neon finalizzati a simulare alba e tramonto con un alternarsi più breve delle normali 12 ore: poiché l'istinto delle galline è quello di fare l'uovo all'alba, si ottengono così più uova nella stessa giornata.


Ciò comporta un logorio fisico e biologico notevole per l'animale, che viene perciò alimentato con prodotti altamente nutrienti basati anche su sostanze chimiche che integrino quanto perso dalla gallina per l'innaturale comportamento indotto. Altra chimica che finirà nel piatto.

Le galline allevate in batteria non si muovono mai ed anche questo è un fattore di rischio per malattie di varia natura, anche di origine psicosomatica: gli animali, anche i polli (meno stupidi di quanto non si creda!), vivono lo stress in maniera pesante e, se non possono sfogarlo, tendono a sviluppare patologie anche pericolose.

Ovviamente non si ha il tempo per accorgersene: dopo una vita passata a fare uova ad un ritmo forsennato, i polli vengono abbattuti per alimentare il sempre più famelico mercato del cibo in Occidente, sebbene l'utilizzo delle loro carni sia prevalentemente indirizzato all'uso industriale (produzione di additivi alimentari a base di grassi animali) e non direttamente all'alimentazione umana (leggi il commento nr.1 di Andrea).

Cosa possiamo fare per evitare questa tortura? Scegliamo con attenzione le uova quando le acquistiamo al supermercato: evitiamo come la peste quelle contrassegnate dal nr. 3 e preferiamo quelle col numero 0. Oltre  l'80% delle galline in Italia è allevata con i sistemi descritti sopra: impegnamoci a rintracciare e a far crescere sin da subito quel 20% scarso di galline libere. Il 13 e 14 marzo troverai anche nelle piazze della tua città i banchetti della LAV: vale la pena dare un'occhiata, non trovate?


3 commenti:

Andrea ha detto...

ciao, tutto giusto, ma occorre fare una precisazione sulla parte finale.
Nessuna ovaiola viene uccisa a 3 settimane: le ovaiole infatti iniziano a produrre uova attorno ai 4 mesi di vita. Purtroppo per loro vengono in genere allevate per 3-4 anni nelle condizioni di cui parlavi. quando la loro produttività inizia a calare, vengono eliminate e destinate al mercato alimentare, ma non alla vendita diretta del pollo per alimentazione: non hanno infatti le caratteristiche adatte per soddisfare le esigenze di quel mercato. Allo scopo vengono invece destinati degli ibridi commerciali da carne che, ipernutriti e superselezionati, finiscono col raggiungere il chilo e mezzo in poco più di 30 giorni. Poi vengono abbattuti, e se ciò non accadesse finirebbero col morire perchè sono stati selezionati per aumentare la massa muscolare prima di quella scheletrica: arrivati ad un certo punto, semplicemente, le loro gambe collassano e si rompono.
come dicevi giustamente tu, comprate sempre uova da allevamenti biologici: le condizioni di allevamento sono le più simili a quelle degli allevamenti tradizionali, ogni gallina ha a disposizione tanti metri quadri di pascolo alberato e vive in maniera rispettosa delle sue esigenze etologiche.
ciao!

Luigi ha detto...

Ottima precisazione, provvedo a correggere il dato. Ieri, al banco della LAV, ne avevo parlato con i responsabili che mi avevano spiegato questa differenza di trattamento, dovuta a ragioni commerciali e non certo etiche...
Grazie mille, alla prossima.

Anonimo ha detto...

non è vero niente quelle libere hanno forse 20 minuti per razzolare

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