giovedì 4 marzo 2010

Ogm e fame nel mondo: quale relazione?

Gli Ogm soluzione per la fame nel mondo: è con questa motivazione che il Vaticano ha accolto favorevolmente la decisione della Commissione Europea di concedere la commercializzazione della patata transgenica Amflora (foto)della BASF, azienda tedesca vicina alla Bayer.

La fame nel mondo è una delle piaghe più ignobili che caratterizzano il nostro tempo: 2/3 degli abitanti del pianeta non hanno da mangiare a sufficienza per stare in salute, mentre il restante1/3 ha la salute a rischio perché mangia troppo. E' necessaria una redistribuzione del cibo e delle risorse alimentari, ma sarebbe insostenibile: la natura ha i suoi tempi e la popolazione mondiale cresce a un ritmo troppo rapido.

Gli alimenti geneticamente modificati potrebbero rappresentare una via alternativa per aumentare le produzioni ed ottimizzare spazi e tempi. Ma siamo certi che gli alimenti ogm possano arrivare davvero a chi ha fame o c'è sotto la solita speculazione ammantata di nobili intenzioni?


La patata transgenica Amflora sarà prodotta e commercializzata per soli usi industriali. Le sue caratteristiche organolettiche la rendono più adatta alla produzione di collanti e preparati non alimentari, ma sarà usata anche per i mangimi animali. Ed è in questo che intravediamo un problema.

Il consumo di carne, almeno decuplicato rispetto agli Anni Cinquanta in Occidente, è la cartina di tornasole dell'insostenibilità dello stile di vita Americano ed Europeo per quanto concerne l'alimentazione: praticamente, se tutti mangiassero la carne di cui si nutrono gli occidentali (1/3 scarso degli abitanti della Terra) non basterebbe un allevamento grande quanto tutta la superficie del Pianeta!

Oltre all'impiego di acqua, di cereali e di pascoli coltivati a foraggio, gli allevamenti per la produzione di carne rappresentano un rischio sanitario notevole: ricordiamo che l'influenza suina si è sviluppata proprio nelle porcilaie del Messico dove le grandi industrie alimentari delocalizzano le produzioni intensive!

Con i prodotti ogm come i cereali transgenici o la super-patata Amflora, visto che non si potrà mangiare direttamente, si andrà ad alimentare un mercato della carne che sappiamo essere insostenibile, anche per ragioni ambientali: le mucche producono nel mondo già adesso più CO2 delle automobili!!! Certo, se le popolazioni che adesso soffrono la fame potessero coltivare nei loro paesi prodotti alimentari che, altrimenti, il clima rigido o torrido non permetterebbe, gli ogm potrebbero rappresentare quantomeno un punto di riflessione.

Meglio mangiare ogm che non mangiare affatto, no? Tuttavia sappiamo che il sistema della distribuzione degli alimenti finirà col privilegiare sempre di più quella parte di mondo che invece mangia già troppo: con colture transgeniche si miglioreranno le produzioni e si diversificheranno semmai le specie nelle varie regioni. Ma non ci sembra di intravedere dinamiche filantropiche in questo. Al contrario, la decisione della Commissione Europea di dare il via libera alla patata transgenica appare piuttosto un primo passo verso gli interessi delle multinazionali del cibo.


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