lunedì 1 marzo 2010

Petrolio nel Lambro: catastrofe ambientale ignorata dai media

La catastrofe ambientale del fiume Lambro (foto), strapieno di petrolio ed altri idrocarburi altamente inquinanti, sembra essere ormai passata: i media, giornali e tv, non trattano più l'argomento se non per comunicare le rassicuranti parole dei politici di turno, impegnati come sono nell'ennesima campagna elettorale. Ma è proprio così?

Ovviamente no. Il Lambro resta inquinato da idrocarburi altamente tossici, che hanno contaminato una parte consistente della flora e della fauna acquatica che vive tra il fiume Lambro ed il Po: lo sversamento di petrolio nei fiumi è avvenuto quasi certamente per ragioni di origine dolosa, ma non si ha notizia di sviluppi nelle indagini.

Sappiamo che sono stati predisposti dei filtri semipermeabili lungo il corso delle acque, così da limitare l'espandersi di questa inquietante macchia nera. Tuttavia la loro capacità di filtraggio resta limitata e i risultati del disastro ambientale sono sotto gli occhi di tutti. O meglio, di tutti quelli che hanno l'opportunità di guardare le sponde del Lambro e le acque del Po.


Benché sia coinvolta praticamente metà del territorio nazionale, media e politica minimizzano: la Costa Adriatica è salva, è tutto sotto controllo, il danno ambientale è minimo... Di diverso avviso sono le organizzazione ambientaliste indipendenti, che trovano spazio soltanto sui media stranieri: per loro si avranno conseguenze a breve e lungo termine sulla salute pubblica e sull'ambiente.

Oltre ai pesci, pescati e commercializzati, vi sono le anatre, la selvaggina, le piante coltivate mediante irrigazione dalle acque dei fiumi e la salute (già precaria) del mare. Bisogna considerare pure che i depuratori del Lambro, a causa dell'incidente (chiamiamolo così!) sono stati messi fuori uso e dunque gli scarichi di una delle più industrializzate aree d'Europa si riversano nel principale affluente del Po senza alcun filtraggio.

Come se non bastasse, qualche criminale ha pensato bene di trarre profitto dalla situazione di emergenza ambientale, versando nel Lambro rifiuti tossici di origine industriale: in questo modo, le autorità avrebbero finito per ricondurre tutte le sostanze inquinanti rinvenute nel fiume alla raffineria petrolifera. Se non avessero esagerato con i quantitativi, probabilmente non se ne sarebbe accordo davvero nessuno.


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