mercoledì 4 agosto 2010

Trimprob: cos'è e come funziona il bioscanner contro i tumori

Torniamo a parlare del Trimprob, il bioscanner inventato dal dott. Vedruccio (foto)in grado di individuare tumori piccolissimi, anche appena formatisi, facilitando le cure e l'efficacia delle terapie farmacologiche di contrasto. Nonostante il favore della comunità scientifica, però, questo scanner non si è diffuso ed è anzi osteggiato da parte delle ASL e della politica.

Solo 50 ospedali italiani (su 2000) lo hanno adottato, vanificando l'opera di prevenzione di massa che il Trimprob potrebbe offrire. La società che lo produce, controllata da Finmeccanica e quindi anche dal Ministero dell'Economia, ha deciso di abbandonarlo per ragioni finanziarie e il bodyscanner anticancro potrebbe così scomparire non appena finiranno i fondi del suo inventore.

Ma cos'è questo apparecchio e come funziona? Sapere qualcosa in più di questo scanner è essenziale per capire l'assurdità di questa vicenda. Si tratta di un tubo di trenta centimentri e non molto più grande di una torcia elettrica di medie dimensioni. Viene passato vicino al corpo come se fosse un metal detector e in 3 minuti, anche meno, dà il suo responso. Tutto qui.


lunedì 2 agosto 2010

Trimprob: lo scanner anticancro che rischia di sparire

C'è chi ha annunciato che il cancro sarà sconfitto nel 2013: nell'attesa trepidante di quella data, profezie Maya permettendo, un'invenzione che va in questa direzione già c'è. Si chiama Trimprob ed è uno scanner in grado di riconoscere tutti i tipi di tumore ad uno stadio iniziale in 2 minuti e con un esame non invasivo né doloroso.

Una scoperta sensazionale che potrebbe cambiare il corso della storia della medicina (senza esagerazione!). Il suo inventore, il dott. Clarbruno Vedruccio, deve però difendere a suon di dollari il brevetto in tutti i paesi, rischiando costantemente di rimanere sul lastrico. La vicenda del Trimprob è un perfetto esempio di come la ricerca medica sia ormai una branca dell'economia e del marketing farmaceutico.

Se non ne avete mai sentito parlare di questo ricercatore che lavora per Galileo Avionica, controllata da Finmeccanica, non è colpa vostra: se ne sa poco o nulla, ancora meno se guardate solo i telegiornali (specie alcuni!) per informarvi. La notizia, infatti, sarebbe clamorosa: questa apparecchiatura diagnostica in grado di agevolare la lotta contro il cancro non è più finanziata dagli enti statali che tutelano la salute.