Dei pericoli per la salute legati al forno a microonde si parla da tempo, ma mai troppo seriamente. E' vero, ci sono delle misure di sicurezza da osservare durante l'utilizzo e questo fa pensare a dei potenziali rischi, ma siamo portati a credere che, con un uso corretto del nostro amato forno, non si corra alcun rischio. Probabilmente è così, ma è bene approfondire. Oggi, senza fare del "terrorismo mediatico" (come qualche bontempone ci accusa di fare, scimmiottando forse qualcuno della tv) vediamo di capirci qualcosa in più.
I pericoli del forno a microonde sono reali o solo fantasie? Dall'arrivo sul mercato di questo elettrodomestico (Anni Settanta e Ottanta) si sono portate avanti diverse ricerche sugli effetti nell'organismo umano del cibo cotto o riscaldato con il forno a microonde. Nel 1989, il prof. Nernard Blanc dell'Università di Losanna e lo scienziato Hans Hertel fecero una sperimentazione destinata a suscitare molto meno scalpore di quanto avrebbe dovuto.
Presero otto volontari in buona salute a cui fecero seguire per qualche mese la stessa dieta. Quindi, ad intervalli di 15 giorni, li dividevano in gruppi e gli somministravano rispettivamente alimenti crudi, alimenti cotti con i metodi tradizionali, alimenti precotti riscaldati al microonde e alimenti cotti unicamente al microonde.
Effettuavano prelievi di sangue prima del pasto, dopo 15 minuti e dopo 2 ore. Il confronto fu impietoso: i volontari che avevano assunto cibi cotti o riscaldati al microonde presentavano livelli più alti di ematocrito, globuli bianchi e colesterolo, con un contemporaneo abbassamento dell'emoglobina e alterazioni della membrana cellulare.
Tali indicatori nelle normali analisi del sangue sono un campanello d'allarme, un po' come qualsiasi alterazione nei valori abituali. Gli scienziati si sbilanciarono parlando di quadro potenzialmente patologico. Forse era eccessivo dirlo, sarebbero stati necessari ulteriori lavori di ricerca. Ed è proprio questa l'anomalia più grave.
Da allora, pur con qualche eccezione che troverete agevolmente sul web, non ci sono stati grandi investimenti in direzione della sicurezza alimentare e i risultati delle ricerche "scomode" non hanno avuto la risonanza che avrebbero meritato. D'altronde la tecnologia delle microonde era nata, come molte invenzioni, per scopi militari e fu solo per un caso fortuito che il sig. Percy Spencer, tecnico di un'azienda di radar, si accorse che la cioccolata nella sua tasca era stata sciolta in pochi istanti dall'attrezzo su cui lavorava.
Come funziona il forno a microonde? E' infatti nel funzionamento e nell'azione biologica sugli alimenti che convergono molti dei dubbi di chi si dichiara contrario a questa tecnologia in campo alimentare. Il forno è caratterizzato da un magnetron, uno strumento che genera energia elettromagnetica (le microonde, appunto) dando vita ad un campo magnetico a polarità alternata.
Poiché gli opposti si attraggono e le molecole dei cibi sono, in misura variabile, dei dipoli, ossia delle molecole con carica positiva in un polo e negativa nell'altro, le microonde inducono una sorta di rapidissima vibrazione molecolare che, producendo attrito, genera calore. Le molecole sono infatti attratte dal cambiamento di polarità e tendono ad allinearsi di conseguenza ad ogni inversione: se consideriamo che ciò avviene svariate decine di milioni di volte al secondo, capiamo bene le ragioni della velocità di riscaldamento.
La domanda da farsi è però questa: un simile trattamento, che coinvolge le strutture cellulari e le porta ad un simile sfregamento, quali effetti può avere su di esse? Sarebbe bello avere una risposta chiara, che sinora non è mai arrivata: solo indicazioni parziali, con dibattiti contraddittori tra gli scienziati e le aziende (come lo studio dell'Università del Minnesota che, sempre nel '89, imputava al riscaldamento del latte al microonde la perdita di alcune proprietà dell'alimento), mai giunti al grande pubblico.
Altre ricerche hanno in seguito evidenziato come alcune sostanze potenzialmente dannose per la salute siano presenti in concentrazioni variabili, specie nella cottura delle carni, sia nei cibi preparati con i sistemi tradizionali che nel forno a microonde: non sempre quest'ultimo è risultato il metodo peggiore!
Per dare anche noi il nostro contributo alla ricerca, spronando un po' coloro che dovrebbero farla di mestiere, sulla pericolosità del forno a microonde, possiamo ripetere l'esperimento fatto in una scuola del Sussex (Inghilterra). Lo scopo era capire le modificazioni nell'acqua riscaldata con questo sistema.
Sono stati persi due recipienti d'acqua del rubinetto e sono stati sottoposti ad ebollizione: uno in una pentola, con un normale fornello da cucina, l'altro nel microonde. Sono quindi stati piantati due semini identici in due vasetti di terra uguali: uno è stato innaffiato solo con acqua purificata (ovviamente lasciata raffreddare) sul fornello e l'altro con l'acqua purificata al microonde.
Ricordando che il ruolo dell'acqua nella crescita e nello sviluppo delle piante non è quello di "dissetarle" quanto piuttosto di attivare i processi chimici del terreno che permettono loro di trarre il nutrimento, questo è il risultato dopo 7 giorni: la piantina a sinistra non è affatto cresciuta e morirà al decimo giorno; quella di destra gode di ottima salute.
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| Esperimento con l'acqua del forno a microonde |


Sti Cazzi, qui occorre indagare a fondo!
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